Illuminazione della cameretta: consigli e idee

La luce principale

Come accade per tutti gli altri ambienti della casa, anche nel caso della cameretta la progettazione deve comprendere un’illuminazione adeguata e corretta. Perché una stanza arredata nel modo giusto ma illuminata male non potrà mai essere un luogo davvero funzionale e confortevole. E “perde” anche dal punto di vista estetico.



Cominciamo dalla luce principale, cioè dai dispositivi tramite cui ottenere un’illuminazione generale e diffusa. Il consiglio è quello di scegliere fra:



  • Lampadari.
  • Lampade da parete.
  • Plafoniere.
  • Faretti da incasso.



Per quanto riguarda le plafoniere, le lampade da muro e soprattutto i lampadari, in riferimento allo stile, ai colori e alle forme c’è l’imbarazzo della scelta: si va dalle nuvolette agli elicotteri, dai palloncini ai personaggi delle favole e dei cartoni, dai soli alle lune passando per gli arcobaleni e gli animaletti.



I faretti sono una soluzione più essenziale e pratica, l’ideale per le stanze caratterizzate da controsoffitti in cartongesso.

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Come illuminare la scrivania

  • Lampada Pix – Maisons du Monde
  • Lampada/portapenne ET – Formagenda
  • Girotondo – Alessi
La scrivania non può mancare in una cameretta. Se si tratta di bimbi piccoli, che si siedono al tavolo per disegnare, colorare, giocare con la pasta modellabile o dedicarsi ad altre semplici attività manuali, si può optare per una lampada efficiente, sì, ma buffa e originale, che metta allegria. Insomma, l’occhio può avere la precedenza.



Per i bambini che invece vanno a scuola e per gli adolescenti, invece, bisogna dare la priorità alla funzionalità e al tipo di illuminazione. La luce diretta, cioè, deve essere ben calibrata e tale da permettere di studiare, leggere e scrivere senza alcuna difficoltà. Senza che gli occhi si stanchino.



Suggeriamo, quindi, di puntare su un classico modello da scrivania possibilmente estensibile e orientabile. Per quanto riguarda la lampadine, sceglietene una a Led – consuma poco e non si surriscalda – possibilmente con temperatura di colore compresa tra i 3000 K e i 5500 K.


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    L’illuminazione per il comodino

    • Angarna – Ikea
    • Lampada Cloud - Pithopa by Homemania
    • Philips Disney Cars
    Quale punto luce scegliere per il comodino? Anche in questo caso conta molto l’età: i piccolini hanno solo bisogno di un’illuminazione delicata, tenue, che li rilassi; per i più grandi è meglio scegliere una lampada che permetta loro di leggere un po’ prima di addormentarsi o usare il cellulare, qualora ne avessero voglia.



    In entrambi i casi la scelta in commercio è ampia e la creatività la fa da padrone. Facciamo presente che le lampade da parete e i faretti (alcuni modelli sono dotati di pratiche pinze) rappresentano la soluzione perfetta nel caso in cui lo spazio scarseggi, perché non occupano neanche una minima parte del comodino.



    La lampada da tavolo è invece l’opzione più tradizionale. Qualunque sia la scelta, accertatevi che il bambino possa accendere e spegnere la luce comodamente, da solo, senza necessariamente alzarsi. E badate anche, soprattutto se gli “inquilini” sono due, che il fascio di luce non sia troppo intenso e non si diffonda in tutta la stanza (cosa fastidiosa per chi sta già dormendo). Prendete in considerazione le lampade dotate di dimmer, che cioè consentono di modulare l’intensità della luce a seconda dei momenti.


    Illuminazione della cameretta: consigli e idee: L’importanza della luce notturna

    Jané Luce notturna con sensore I bambini non amano il buio, si sa. Soprattutto se sono molto piccoli. D’altra parte, addormentarsi con la luce – principale o del comodino - accesa non è una buona abitudine, perché potrebbe dare fastidio e comunque gradualmente la paura va superata. Ed ecco che entrano in gioco le luci notturne, definite anche luci di cortesia.



    Lucine che rassicurano, che li aiutano ad addormentarsi, che permettono di orientarsi subito in caso di risvegli improvvisi, abbattendo così il rischio che si vada nel panico. Sono di due tipologie: fisse o portatili. Le prime devono essere collegate alla presa di corrente, le altre necessitano di una batteria e sono quindi prive di cavi.



    Importante è che l’intensità del fascio di luce emesso sia bassa, pari a 7 watt al massimo, e che l’apparecchio non si surriscaldi. Noi consigliamo vivamente i dispositivi dotati di sensore, che si accendono quando la luce (sia naturale che artificiale) comincia a scarseggiare e si spengono nel caso contrario.



    In generale, questo tipo di punto luce è piuttosto economico, anche perché le dimensioni sono generalmente molto ridotte. Non mancano, d’altra parte, proposte più “impegnative” e quindi costose, per esempio le luci notturne integrate – diciamo così – nei peluche.